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giovedì 13 novembre 2008

RICCARDO VILLARI NUOVO PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI. NEL CAOS MINACCIA LE DIMISSIONI.


Giornata tormentata a Viale Mazzini, al riguardo della elezione di Riccardo Villari nel ruolo di presidente della Vigilanza Rai. Una bufera senza fine ha coinvolto la Rai e l'intera cronaca politica e non. Ecco la notizia:
VIGILANZA RAI: MAGGIORANZA VOTA VILLARI (PD) CHE ANNUNCIA DIMISSIONI
(ASCA) - Roma, 13 nov - Oltre cinque mesi di attesa, quarantasei votazioni, di cui quarantaquatre' in solitaria, una granitica difesa da parte delle opposizioni del candidato Leoluca Orlando e, con lui, di tutta l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Partito cui, secondo lo schema post-elettorale del 14 aprile, spettava la presidenza della Vigilanza Rai. E un presidente, infine, scelto dalla maggioranza tra le file del Partito democratico senza i voti delle opposizioni: il senatore Riccardo Villari, esponente del Pd campano, che annuncia di volersi dimettere, ma solo dopo aver informato dell'evolversi della situazione le massime cariche dello Stato.Questo il bilancio dell'elezione del presidente di Vigilanza Rai, arrivata oggi a un primo punto fermo che rappresenta pero' solo l'inizio di una complicata partita che comprende il rinnovo urgente dei
vertici del servizio pubblico radio-televisivo, scaduto ormai dal 31 maggio. In attesa di sapere se e quando il neo-presidente dara' corso alla decisione di dimettersi, annunciata per telefono al leader del partito Walter Veltroni, si registra l'intenzione del Pd, attraverso i capigruppo a Camera e Senato, di inasprire lo scontro tra maggioranza e opposizione aprendo ''nel Parlamento una fase senza precedenti per l'intensita' dello scontro parlamentare'' per contrastare quella che gli stessi hanno definito una ''grave rottura della prassi istituzionale''. E con il responsabile Informazione del partito, Paolo Gentiloni che annuncia di avviare ''una battaglia senza quartiere con la maggioranza che non riconosce i diritti delle opposizioni''.E se Veltroni considera quello del Pdl un atto ''inimmaginabile'' e inedito, ''qualcosa che avviene nei regimi e non in democrazia'', il partito del premier definisce lo stesso atto, con il capogruppo in commissione Alessio Butti, ''una prova di elevato profilo politico che ha evidenziato il senso di responsabilita' istituzionale che caratterizza il Pdl''. Il fatto che Orlando abbia ottenuto risultati ''ben lontani dall'obiettivo di riunire sul suo nome tutto il centrosinistra'' testimonia per Butti ''il profondo disagio dell'opposizione e soprattutto nel Pd sempre piu' succube di Di Pietro''. Un Di Pietro che, intervenendo in Aula alla Camera durante la discussione della Finanziaria, ha tuonato, rivolgendosi ''al presidente del consiglio che non c'e''': ''lei e' come il dittatore argentino Jorge Videla, ha umiliato e umilia ogni giorno il Parlamento'' perche' ''ha permesso una deriva antidemocratica'' con la maggioranza che si ''e' scelta'' il presidente della commissione di Vigilanza Rai.

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